
7 Novembre
dalla moleskine da borsa
Sogno ricorrente.
Mi trovo a Milano, così almeno credo. Esco dal lavoro, con mio padre sicuramente, forse anche con Barbara, una mia amica. Decido di prendere una strada meno caotica, ma + insicura con la quale faccio prima.
E’ molto buio xchè è sera.
Percorro le vie illuminate dai lampioni. Non ci sono macchine né persone. So che corro il pericolo di essere borseggiata. Passa un primo motorino, ma mi accorgo prima delle sue intenzioni, lo scanso e non succede nulla. Ne passa un secondo ed evitandolo questo va contro un palo. Non succede niente, neanche lui (il guidatore borseggiatore) si fa male, anzi ci troviamo faccia a faccia e lui sorride, tra il rassegnato e l’ironico, ed io anche gli sorrido. Nel terzo caso siamo arrivati sotto casa e stavamo entrando nella macchina, parcheggiata li sotto. La mia nuova cinquecento rossa. Il palazzo era nuovo. Al pian terreno, c’è anche un negozio o bar (non si capisce non ha insegna), dalla porta-vetrata esce una luce molto forte “non terrena”. Ed io penso tra me che se fossimo stati in difficoltà avremmo potuto chiedere aiuto li, o rifugiarvisi anche se non c’era nessuno.
L’uomo in motorino prova a borseggiarci una volta, ed io riesco a scansarlo, ci riprova ed io lo butto giù dal motorino. Il motorino in realtà è la vespa bianca di mio marito. Quando lo butto giù dal motorino questi si arrabbia e tira fuori una pistola, minacciando mio padre e spara. Io mi riparo dietro lo sportello aperto della macchina, quando mi rialzo per fortuna non c’è nessun ferito, ha sparato a salve od in aria. Poi riprende la moto ed io nuovamente lo butto giù, impossessandomi della pistola. Sparo verso l’uomo ma la pistola era a salve, penso “per fortuna” perché non avrei esitato ad ucciderlo.


